Paquetta a Fregene – La Festicciola Si Supera: Il Party Più Copiato di Roma Sbarca al Mare

Paquetta a Fregene – La Festicciola Si Supera: Il Party Più Copiato di Roma Sbarca al Mare

C’è una rivoluzione silenziosa che sta attraversando la movida italiana, e non ha nulla a che fare con le luci stroboscopiche, le code all’ingresso o le notti che finiscono all’alba. Si chiama soft clubbing, ed è il fenomeno che sta ridisegnando il concetto stesso di “fare festa” nelle grandi città italiane. E Roma, come spesso accade quando si tratta di reinventare la socialità, è in prima linea.

Ma a Roma succede qualcosa di diverso. Qualcosa di più grande. E ha un nome preciso: La Festicciola.

Non solo soft clubbing: un format che va oltre

Partiamo da una distinzione fondamentale, perché spesso si fa confusione. Il soft clubbing — così come lo conosciamo nelle altre città italiane e in Europa — è essenzialmente un brunch con DJ set: si arriva alle 11:00, si mangia, si ascolta buona musica, e verso le 15:00 si torna a casa. Un’esperienza piacevole, certo, ma con confini precisi.

La Festicciola è un’altra cosa. Il collettivo romano fondato da Alessandro e Mauro ha creato un format che ingloba il soft clubbing ma lo supera: non è solo un brunch musicale, è un vero e proprio party pensato per chi ama divertirsi a orari umani. La differenza non è sottile — è sostanziale. Qui si balla, si fa festa sul serio, si vive quell’energia che normalmente trovi solo di notte, ma lo si fa alla luce del sole, in orari civili, senza dover per forza tornare a casa alle quattro del mattino.

Ed è proprio questo il punto. La Festicciola ha intercettato un bisogno che nessun altro aveva capito fino in fondo: c’è un’intera generazione di persone — non ragazzini, ma uomini e donne tra i 30 e i 50 anni — che alla festa non aveva rinunciato per scelta, ma per necessità. Persone che amano la musica, che amano ballare, che amano stare insieme, ma che non si riconoscono più nel caos delle due di notte, nelle serate estenuanti, nel dover sacrificare il giorno dopo per una serata fuori. Persone che, semplicemente, avevano smesso di uscire perché non esisteva un’alternativa che parlasse la loro lingua.

Ora quella alternativa esiste. E si chiama La Festicciola.

Roma non è la Gen Z: qui il pubblico è un altro

Questo è un aspetto che va sottolineato, perché racconta una storia diversa rispetto a quella che si legge di solito quando si parla di soft clubbing. A Milano, Berlino, Londra, il fenomeno è trainato principalmente dalla Generazione Z: ventenni che bevono meno alcol, che cercano esperienze “consapevoli”, che postano il brunch su Instagram.

A Roma il pubblico è diverso. Il cuore pulsante de La Festicciola è fatto di trentenni, quarantenni, cinquantenni. Professionisti, genitori, persone con vite piene e impegnate che finalmente hanno trovato il loro spazio. Non è una questione di tendenza generazionale — è una questione di stile di vita. Questa gente non ha bisogno che qualcuno le spieghi che si può fare festa senza eccessi: lo sa benissimo. Aveva solo bisogno che qualcuno organizzasse quella festa.

E Alessandro e Mauro lo hanno fatto. Con un’intuizione tanto semplice quanto geniale: portare il DJ set pomeridiano in una dimensione conviviale che è diventata il format più copiato della città. Perché diciamocelo chiaramente: purchè se ne dica, La Festicciola è il vero party più imitato di Roma. Da quando il format ha preso piede, sono spuntati decine di eventi simili in tutta la Capitale. Ma la copia, si sa, non è mai all’altezza dell’originale.

Un collettivo che fa la differenza

Se La Festicciola funziona — e funziona alla grande — il merito non è solo del format. È delle persone che lo rendono vivo ogni volta. Alessandro e Mauro sono il motore organizzativo, la visione e la sostanza dietro ogni evento. Ma accanto a loro c’è un team artistico che ha dato un’identità musicale e culturale inconfondibile al progetto.

Emiliano Raso e Artside, direttori artistici e artisti del collettivo, sono la garanzia di una selezione musicale che non scende mai a compromessi: house, disco, funk, sonorità che raccontano una cultura musicale vera, non una playlist algoritmica. La cura nella programmazione musicale è ciò che distingue La Festicciola dall’ennesimo “aperitivo con musica” — qui la musica non è un sottofondo, è il cuore dell’esperienza.

Il successo al Lanificio: la prova del nove

Il Lanificio 159 a Pietralata, con i suoi 3.500 metri quadri di fascino post-industriale, è uno degli spazi più iconici del clubbing underground romano. Portare il soft clubbing lì era una scommessa, e La Festicciola l’ha vinta in pieno. Il Soft Clubbing Sunday — brunch e DJ set dalle 12:00 alle 20:00 — ha dimostrato che la formula funziona su larga scala, che il pubblico c’è ed è affamato di questo tipo di esperienza.

Le domeniche al Lanificio sono diventate un appuntamento fisso per una community che cresce di evento in evento. Non è solo affluenza: è appartenenza. Chi viene a La Festicciola ci torna, e porta gli amici. È il passaparola più autentico che esista, quello che nessuna campagna social può replicare.

Pasquetta a Fregene: il colpo di scena

Ed eccoci al capitolo che potrebbe riscrivere le regole del gioco. Per Pasquetta, La Festicciola ha annunciato quello che si configura come un evento storico per la scena: il primo soft clubbing al mare in Italia, sulla spiaggia di Fregene, al Gilda on the Beach.

Il programma è una dichiarazione d’intenti: si parte alle 12:00 con il brunch, piedi nella sabbia e suoni morbidi che accompagnano il pranzo, per poi proseguire con un DJ set che crescerà d’intensità nel corso del pomeriggio fino al tramonto. Immaginate la scena: la spiaggia di Fregene come pista da ballo en plein air, il sole del lunedì dell’Angelo come unica luce stroboscopica, il rumore delle onde come sottofondo naturale ai bassi della house music, e il tramonto sul Tirreno come gran finale.

La scelta di Fregene non è casuale. Il litorale romano è da sempre il cuore pulsante della movida estiva della Capitale. Ma nessuno, fino ad ora, aveva pensato di portarci il soft clubbing. La Festicciola lo fa, e lo fa con lo stile che la contraddistingue: niente eccessi, tanta sostanza, musica curata e un’atmosfera che invita a godersi il momento.

Perché questo evento cambia tutto

Portare il soft clubbing al mare non è solo un cambio di location: è un’evoluzione concettuale del format. Fino ad oggi, il soft clubbing italiano si è mosso prevalentemente all’interno di spazi chiusi — ex fabbriche, club, lounge bar. Spostarlo sulla spiaggia significa aprirlo letteralmente al cielo e al mare, aggiungendo una dimensione sensoriale che nessuno spazio al chiuso può replicare.

C’è poi il significato simbolico della data: Pasquetta, il giorno della gita fuori porta per eccellenza nella tradizione italiana. La Festicciola intercetta perfettamente questo spirito, offrendo un’alternativa alla classica scampagnata che è al contempo moderna e radicata nella cultura del territorio. Non si rinuncia alla tradizione del pranzo all’aperto — il brunch è parte integrante dell’esperienza — ma la si arricchisce con un ingrediente che solo un collettivo come questo sa dosare: musica di qualità e socialità vera.

Il futuro della movida è già qui

La Festicciola si è superata, e non è un modo di dire. Quello che Alessandro, Mauro, Emiliano Raso e Artside hanno costruito non è semplicemente un evento: è un movimento. Hanno dato una casa a migliaia di persone che pensavano di aver chiuso con le feste. Hanno dimostrato che si può ballare, divertirsi e vivere un’esperienza collettiva senza dover subire il caos, gli eccessi e gli orari impossibili della notte.

E ora portano tutto questo al mare.

L’appuntamento è a Fregene, lunedì dell’Angelo, dalle 12:00 fino al tramonto. Brunch, musica, sabbia sotto i piedi e il sole in faccia. Se il futuro della movida è questo — e lo è — allora il futuro ha un indirizzo preciso: Gilda on the Beach, Fregene, Pasquetta 2026.

Ci vediamo lì.

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